La casa di Heidi – Heidis Haus

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Ogni lavoro di geografia dovrebbe cominciare, se possibile, con una gita. La geografia è prima di tutto “fisica”, nel senso di  una complessiva esperienza corporea e sensoriale. Le impressioni, i sapori, le esperienze verranno poi rielaborate con calma a casa.

Nel corso della gita ci facciamo però un’immagine statica del luogo che visitiamo, una sorta di fotografia istantanea. È importante riuscire a dare una dimensione narrativa a questa immagine, per cogliere come ogni luogo sia carico di storia e di storie.  È molto utile, in particolare, restituire un quadro della vita quotidiana e della storia materiale e umana di coloro che hanno vissuto nei luoghi che visitiamo, senza cadere in un arido nozionismo. Per esempio, abbinare un luogo a un libro consente di dare una dimensione di profondità ai luoghi visitati  e di rendere più concreto e vivo ciò che si legge.

Per questo, nel percorso sulla montagna, abbiamo scelto di leggere Heidi di J. Spyri. Pur trattandosi di un romanzo, l’ambientazione è molto realistica e viene lasciato ampio spazio alla descrizione della vita quotidiana. Il libro è molto bello, per nulla lacrimoso e le edizioni in commercio sono numerosissime. Preferiamo non fare riassunti né schede dei libri che leggiamo integralmente, per non spezzettare analiticamente la narrazione e conservare il puro piacere del racconto. Dato che, però, è comunque utile imparare a selezionare e organizzare le informazioni contenute in un testo, cerchiamo di sperimentare modi alternativi per sviluppare questa fondamentale competenza.

In questo caso, le descrizioni degli ambienti erano così precise che ci hanno dato l’idea di un libro-casetta, che riproducesse visivamente il mondo di Heidi. Il lavoro grafico è stato completato utilizzando la nomenclatura in lingua originale degli oggetti. La casa di Heidi, infatti, costituisce parte del nostro programma annuale di tedesco, che consiste nell’apprendimento di termini legati alla vita quotidiana.

Il modello del libro-casa viene dal libro di P. Johnson, Facciamo un libro, Edizioni Sonda, ed è stato costruito con cartoncino e ritagli di carta colorata. Abbiamo cercato tutte le parole in tedesco su un dizionario per bambini, poi, per maggiore sicurezza, ci siamo fatti correggere il tutto dalla cara e gentilissima Sybille (ancora grazie! :-)). Quando i disegni sono stati pronti, abbiamo attaccato le etichette con i nomi.

Il libro-casetta si presta bene ad essere utilizzato come scenografia per il gioco, utilizzando figurine di cartoncino, di legno o di plastica. Si tratta di uno strumento molto versatile, che consente di tradurre in un’attività manuale e grafica tematiche che di solito sono appannaggio esclusivo della sfera cognitiva.

Ed ecco la copertina del libro:

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Poi visitiamo la camera di Heidi, nel fienile. Ci siamo ricordati dello scialle con i panini per la nonna (sono nascosti all’interno):

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Adesso uno sguardo alla grande cucina:

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E infine il letto del nonno e l’armadio:

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(La stalla con le caprette è sul retro).

Grüezi!

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4 pensieri su “La casa di Heidi – Heidis Haus

  1. Ciao Greta,
    Se avessi potere assoluto su di te ti obbligherei a caricare notte e giorno materiale didattico!!!
    Un grandissimo abbraccio e complimenti per il tuo nuovo blog.
    Paola

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