Lo spazzacamino

lapbook spazzacamino 1

A volte l’occasione di un percorso didattico si presenta letteralmente sulla soglia di casa, basta un po’ di attenzione e di fantasia per non farsela sfuggire e trasformare una noiosa incombenza in un’occasione unica. La visita dello spazzacamino, invece che scombussolare i nostri piani scolastici, ha costituito un’interessante lezione a domicilio, che ha avuto numerosi inaspettati corollari.

Momento centrale del percorso è stata la possibilità di vedere lo spazzacamino all’opera, in casa e sul tetto, e di rivolgergli qualche domanda. Per poter sfruttare appieno questa opportunità, però, è stato necessario preparare i bambini nei giorni precedenti, così che potessero avere un’idea di massima di cosa avrebbero visto. In questo modo sono spettatori più attenti perché cercano gli elementi che già conoscono e notano meglio i particolari di cui non abbiamo parlato.

Come sempre, abbiamo cominciato raccontando in modo semplice la storia degli spazzacamini, riferendoci in modo particolare a quelli provenienti dalle zone delle Alpi occidentali, come la Val Vigezzo e la Savoia, che i bambini avevano avuto modo di visitare. La dimensione del racconto è fondamentale quando si affrontano temi storici, perché il piano narrativo è essenziale per comprendere come la Storia sia costituita dall’intreccio delle singole storie degli uomini. Prendere le mosse da realtà conosciute dai bambini rende il racconto più significativo ed emotivamente coinvolgente.

Lo spazzacamino è una figura che ha molto sollecitato l’immaginario collettivo, quasi un mito moderno. Abbiamo potuto vedere alcuni aspetti del personaggio nel film Mary Poppins, considerato un classico per i bambini, ma in realtà vero e proprio film, lungo e complesso nei contenuti. I bambini lo hanno molto apprezzato, ma con i più piccoli sarebbe stato più opportuno fare una scelta delle scene. Lunghezza e complessità caratterizzano spesso i lungometraggi cosiddetti per bambini, anche quando si tratta di film di animazione: le classiche produzioni Disney, per fare un esempio, sono adatte per i bambini più grandicelli, mentre sono troppo impegnative per i più piccini, che vengono costretti a una immobilità troppo lunga e a una stimolazione visiva troppo forte. In molti casi, poi, la colonna sonora viene utilizzata in modo enfatico, così da sottolineare i momenti più drammatici della narrazione: la musica agisce direttamente, senza alcuna mediazione, a livello delle emozioni e non permette allo spettatore quel minimo di distanza che rende meno totale il coinvolgimento. Nel caso dei bambini questo si trasforma talvolta in un vero e proprio sentimento di disagio, che può sfociare in timori e brutti sogni. Perciò meglio non fidarsi della dicitura “film per bambini”, ma controllare sempre che la pellicola proposta sia adatta per lunghezza, complessità e tono in cui sono presentati i contenuti.

In Mary Poppins viene sottolineato l’aspetto positivo della figura dello spazzacamino, la sua libertà, il suo essere un personaggio mitico che sta tra terra e cielo e che, come Babbo Natale, passa da quel magico canale che è la canna del camino. Nell’immaginario popolare lo spazzacamino è sempre stato ritenuto di buon auspicio e si diceva che stringergli la mano portasse fortuna. Per attirarsi la buona sorte, le famiglie più abbienti organizzavano per Natale dei pranzi per gli spazzacamini della città, mentre i più poveri si limitavano a chiedere loro una preghiera in cambio di un piatto di minestra.

La realtà degli spazzacamini, però, era fatta soprattutto di fame, fumo e freddo, come recita il titolo del bel libro di Benito Mazzi, Fam, füm, frecc: il grande romanzo degli spazzacamini , edito da Priuli e Verlucca, una casa editrice molto preziosa che raccoglie numerosi testi sulla cultura della montagna. Il testo racconta in particolare la storia dei rusca, i piccoli spazzacamini che lasciavano le proprie famiglie e i propri villaggi di montagna per andare a lavorare, in condizioni durissime, nelle città di tutta Europa. Nel caso di argomenti come questo, che pure suscitano l’interesse e la curiosità dei bambini più grandicelli, bisogna fare molta attenzione al tono con cui li si affronta. Meglio evitare di indulgere nel patetico e soffermarsi sulle condizioni materiali oggettive, senza porre l’accento sugli aspetti più drammatici. Con ogni bambino bisogna trovare il limite giusto per la sua sensibilità, perché venga coinvolto, ma non angosciato. In questo modo i bambini si fanno un quadro sufficientemente chiaro della realtà storica di cui si parla, senza provare vissuti per loro troppo carichi di ansia e paura, che li spingerebbero a ritrarsi e che, per reazione, produrrebbero una sorta di cinismo.

È quello che succede con la diffusa e deleteria abitudine di esporre i bambini, anche molto piccoli, alle notizie della cronaca: da un lato si genera un’angoscia che il bambino non è in grado di elaborare e dall’altro si produce, come forma di reazione e di protezione, una forte riduzione dell’empatia, che il bambino prova naturalmente nei confronti del mondo. D’altra parte come si può essere empatici davanti alle notizie del telegiornale o a un film violento? Se solo provassimo, come fa il bambino, a pensare che ciò che vediamo potrebbe accadere a noi, spegneremmo subito il televisore in preda all’ansia. Ma il bambino conosce il mondo, anche quello proposto dalla televisione, proprio attraverso un meccanismo di identificazione e immedesimazione. Se non ci pensiamo noi a proteggerlo, lo farà da solo, costruendosi una corazza che è il terreno più fertile per il cinismo.

Per questo, nel raccontare la storia dei piccoli spazzacamini, ci siamo limitati a raccontare delle dure condizioni di vita della montagna invernale, della povertà estrema delle valli alpine e del lavoro svolto dai bambini. Abbiamo trascurato gli aspetti più duri e drammatici dal punto di vista emotivo e abbiamo invece indagato le condizioni di vita materiale, guardando le bellissime foto riportate nel volume. I bambini si sono resi conto benissimo degli aspetti sociali e della durezza delle condizioni di vita, senza che questo generasse in loro vissuti drammatici.

Un modo poetico e delicato per raccontare la quotidianità dei piccoli rusca è la famosa canzone di Renato Rascel. Le canzoni possono costituire un documento storico tanto quanto filmati e fotografie ed è particolarmente interessante ascoltarle con i bambini, in particolare in esecuzioni di qualità, per poi commentarle e, se piacciono, impararne a memoria qualche strofa.

Un libro adatto ai bambini è la Storia illustrata del piccolo spazzacamino che salvò il re di Francia, di Gim Bonzani e Miranda del Grosso, un testo difficile da trovare, ma molto bello, che racconta la storia vera di un complotto sventato per caso da un rusca vigezzino alla corte di Luigi XIII e che spazia poi sulla storia dell’emigrazione vigezzina. Completamente illustrato, il racconto è pensato per bambini in età scolare e può dare numerosi spunti di approfondimento.

Tutto il materiale raccolto è stato infine riordinato in un semplice lapbook, di cui vedete la copertina in apertura. All’interno hanno trovato posto alcune foto scelte dai bambini dal libro di Benito Mazzi, un riassunto del libro di Bonzani e Del Grosso, il testo della canzone, gli strumenti utilizzati dallo spazzacamino nel suo lavoro. A sinistra abbiamo messo una cartolina acquistata in Savoia: anche qui lo spazzacamino è ritenuto un portafortuna, e la sua vita era del tutto simile a quella degli spazzacamini vigezzini.

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La Savoia è entrata in casa anche sotto forma di un ottimo dolce che ci ha gentilmente preparato la nostra amica Simona, per festeggiare la fine del percorso.

In basso a destra abbiamo incollato l’immagine del monumento allo spazzacamino, eretto a Malesco, in val Vigezzo. In tutta la valle si trovano testimonianze di questo duro passato. In particolare a Santa Maria Maggiore è possibile visitare l’interessantissimo Museo dello spazzacamino, che raccoglie materiali e testimonianze e dove è possibile acquistare i testi citati. Bellissima poi la sfilata che si tiene ogni anno a fine estate per il raduno annuale degli spazzacamini, che sfilano in costume per le vie del paese ed eseguono dimostrazioni del loro lavoro. Gli spazzacamini provengono da tutto il mondo e sono professionisti veri, non figuranti: il nostro spazzacamino, per esempio, era tra loro.

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