Le api

lapbook api 7

Le api sono un tema assolutamente affascinante, praticamente inesauribile. Noi viviamo in una zona particolarmente vocata all’apicoltura e conosciamo molte persone che, per professione o per passione, hanno in giardino alcune arnie. Da questa esperienza quotidiana e dalla nostra passione per i prodotti dell’alveare siamo partiti per realizzare questo lapbook riepilogativo, in cui abbiamo cercato di sfruttare al meglio l’idea di coerenza tra forma grafica e contenuto. È sempre utile affrontare argomenti vicini nello spazio e nel tempo, perché in questo modo le letture si integrano con le esperienze concrete e con i contatti umani.

Abbiamo anzitutto raccolto le informazioni necessarie, chiedendo ai nostri conoscenti e leggendo il bellissimo Martino e le api, di J. Streit, in cui il nonno introduce il nipotino ai segreti dell’alveare. Poi abbiamo organizzato le informazioni in un lapbook che non poteva che avere le pagine esagonali: chiuso occupa poco spazio, mentre aperto si può appendere alla parete.

Nel web abbiamo trovato molto materiale utile nel sito della Confederazione Italiana degli Agricoltori della regione Lombardia, molto utile per tutti i temi legati all’agricoltura e all’allevamento, con materiali messi a punto in collaborazione con la scuola Rinnovata Pizzigoni.

Il lavoro è stato lungo e complesso e abbiamo utilizzato sia testi manoscritti che stampati per renderlo più agevole. Poi, dopo questo bellissimo post di Sybille sull’argomento, abbiamo voluto sperimentare molte delle possibili forme di minibook, di cui trovate i modelli su Solo lapbook, il sito che ho dedicato interamente a questo strumento didattico. I modelli si possono naturalmente ridurre o ingrandire con la fotocopiatrice. Anch’io condivido l’entusiasmo di Sybille, il lapbook è eccellente per sintetizzare e organizzare i contenuti ed è estremamente versatile. Rispetto al quaderno con testi e disegni, è strutturato come una mappa concettuale, che insegna a riassumere e a produrre testi brevi e precisi, aiuta a ricordare anche grazie all’impostazione grafica, permette di curare l’aspetto artistico in modo molto versatile. È particolarmente adatto ad argomenti precisi e limitati, come gli animali, i singoli paesi, le biografie, solo per fare qualche esempio, in particolare è utile per raccogliere nozioni e informazioni. La sua schematicità richiede, però, di essere compensata con strumenti che invitino a produrre testi di più ampio respiro, in modo da permettere uno svolgimento più ampio del ragionamento, altrimenti si rischia di cadere in un approccio troppo analitico.

Per  questo argomento, invece, il lapbook era lo strumento perfetto. Quindi ecco la copertina, con un’ape che si può far entrare nel fiore manovrando una levetta di carta:

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Ecco la pagina sull’anatomia delle api con un minibook a fisarmonica; sotto il titolo abbiamo incollato le immagini dei fiori melliferi, ritagliate da un vecchio catalogo:

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Qui c’è il disegno dell’arnia e delle sue parti, i libri triangolari sui diversi tipi di ape, il minibook a rubrica per i loro lavori e quello a fiore per le bottinatrici:

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Nella pagina del miele ogni fiore è dedicato a una zona climatica d’Italia, sui petali i suoi mieli tipici. Nel barattolo invece c’è una bella poesia di Federico Garçia Lorca. Non è detto che in un lavoro scientifico non possa esserci spazio per la letteratura, anzi, spesso i testi poetici e narrativi possono farci cogliere dei dettagli che ci erano sfuggiti.

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Al centro una ruota per le stagioni dell’apicoltore. Il libro-ruota (wheel book) è un formato molto versatile e divertente, come mostra Jimmie, in modo come sempre esauriente.

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I minibooks esagonali raccolgono le informazioni sui prodotti dell’alveare, mentre nell’ultimo esagono abbiamo trattato in breve del linguaggio delle api. In realtà solo quello è così affascinante che richiederebbe un intero lavoro. Non poteva mancare sant’Ambrogio, figura fondamentale nella storia della nostra zona e patrono degli apicoltori per via di questa leggenda sulla sua infanzia.

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L’argomento si prestava particolarmente ad un approccio multisensoriale. Si è trattato di un percorso particolarmente goloso, perchè abbiamo voluto assaggiare tutti i prodotti dell’alveare, preparare dei biscotti al miele e assaggiare i vari monoflora. Inoltre è stato molto stimolante per l’olfatto e per il tatto, perché la cera d’api ha un profumo delizioso e può essere utilizzata per modellare. Noi abbiamo usato i fogli interi per fare le candele arrotolate, che sono il modello più semplice che si possa proporre ai bambini. Naturalmente le candele si possono fare in mille altri modi, nelle scuole steineriane viene proposta spesso la tecnica ad immersione, che però a casa è poco pratica. Oppure si possono utilizzare gli stampini in silicone per dolci, riempiendoli con pezzettini di cera da sciogliere nel forno di casa a fuoco bassissimo. Poi si aggiunge lo stoppino e si lascia solidificare. Si tratta di un lavoro particolarmente adatto all’inverno e al periodo natalizio. Noi prepariamo sempre le candele per la tavola di Natale il giorno di santa Lucia.

Assolutamente primaverile, invece, la costruzione della casetta per attirare le api selvatiche (grazie a Pamela che me l’ha segnalata! :-)). Può essere interessante anche tornare sullo stesso argomento in diversi momenti dell’anno, per proporre attività in armonia con le stagioni. È l’occasione per riprendere in mano ciò che si è fatto e fissarlo ulteriormente nella memoria, magari cogliendo nuovi dettagli o aggiungendo nuove informazioni.

Con i bambini più grandi si possono leggere le pagine dedicate alle api del bellissimo libro di Mario Rigoni Stern, Uomini, boschi e api. È sempre utile accostare i bambini alla grande letteratura, magari selezionando le parti più adatte a loro all’interno di opere altrimenti troppo complesse.

I modelli stampabili per realizzare il lapbook sulle api sono gratuitamente disponibili su 

banner solo lapbook

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