The little house in the big woods

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Dopo aver visto come la letteratura può accompagnare l’esplorazione di un luogo, nuovo o familiare, consideriamo ora il libro come un mezzo per viaggiare più lontano di dove possiamo arrivare, nel tempo e nello spazio. Il libro di Laura Ingalls Wilder, La piccola casa nei grandi boschi ci accompagna ormai da anni, lo abbiamo letto e riletto e ha ispirato moltissimi giochi. L’ultima rilettura ha suscitato delle domande, soprattutto quando i bambini hanno realizzato compiutamente che si trattava di una storia vera. A un certo punto del loro sviluppo, infatti, i bambini sentono il bisogno di distinguere tra le narrazioni romanzesche e quelle autobiografiche e sembrano prediligere le seconde. Probabilmente si sentono pronti ad abbandonare il mondo fiabesco dell’infanzia e a entrare nella vita “vera” e sono interessati a tutto ciò che la riguarda. Ho approfondito in modo più adeguato questo argomento in questo articolo.

Purtroppo non è facile trovare dei testi autobiografici leggibili con i bambiniLe avventure di pierino al mercato di Luino di cui abbiamo già parlato già parlato, è uno dei pochi. Un altro è appunto il libro di Laura Ingalls Wilder che  racconta l’infanzia dell’autrice e la vita quotidiana dei pionieri del nord degli Stati Uniti. L’opera che racconta la vita di Laura Ingalls e del marito Almanzo Wilder è costituita di diversi volumi, in italiano però è disponibile solo il primo, peraltro oggi fuori commercio e reperibile solo nelle biblioteche, a volte con il titolo La piccola casa nella prateria. Questo è, in realtà, il titolo originale di un altro volume della serie, che non mi risulta tradotto in italiano, ma probabilmente è stato scelto dall’editore per motivi pubblicitari, così da collegarlo immediatamente alla serie televisiva.

L’ennesima rilettura ha suscitato, dicevo, delle domande: dove è vissuta Laura? Quando? Che volto aveva? Le informazioni e il materiale erano soprattutto in inglese, quindi abbiamo pensato di lavorare direttamente con questa lingua, limitandoci a frasi semplici. È importante, quando si studia una lingua straniera, approfondire anche le tradizioni e la cultura del popolo che la parla: si comincia a conoscere la storia e la geografia di quel paese e sarà più semplice in futuro cogliere riferimenti e citazioni. I francesi definiscono questo insegnamento langue et civilisation, mentre in Italia di solito ci si limita alla letteratura e a materiali strutturati per stranieri. Più interessante, invece, è utilizzare direttamente i materiali pensati per bambini madrelingua.

Dato che è molto importante che ci sia una certa coerenza tra la forma e il contenuto, abbiamo scelto di organizzare il nostro materiale in un lapbook: uno strumento tipicamente statunitense per un argomento statunitense. Grazie al web abbiamo potuto utilizzare gli stessi materiali dei bambini americani. Abbiamo ottenuto così una sorta di appendice al libro vero e proprio, con immagini e  riferimenti:

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In questa immagine si vedono la cartina, l’albero genealogico di Laura Ingalls Wilder, con le foto della sua famiglia, la filastrocca sui lavori per ogni giorno della settimana, tratta dal libro in lingua originale, e il minibook sulle stagioni che trovate su Lapbook lessons.

Abbiamo cercato l’e-book in inglese per poter controllare i termini utilizzati dall’autrice. In rete abbiamo trovato anche alcune illustrazioni provenienti dell’edizione originale, di cui abbiamo utilizzato la copertina come copertina del nostro lapbook:

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Nel sito citato c’erano altri interessanti materiali, come il violino da completare con un elastico e la ruota per le fasi della lavorazione del formaggio. Bellissima poi la casetta 3D:

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Sempre per arricchire il nostro vocabolario, ecco i nomi degli animali citati nel libro. Abbiamo anche inserito dei minibook con i nomi delle verdure e delle piante, di cui abbiamo incollato le impronte delle foglie, ricavate con il frottage, una tecnica particolarmente utile per evidenziare nei minimi dettagli forme e nervature:

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Il percorso non si è limitato alla realizzazione del lapbook, ma è stato completato da una serie di esperienze ispirate al libro. Dato che la musica ha un ruolo fondamentale nella narrazione, con un po’ di pazienza abbiamo composto un CD con le canzoni citate nel testo, grazie a questo sito, che ci ha aiutato anche a ricostruire il complesso albero genealogico degli Ingalls. Si tratta di canzoni tradizionali, alcune famosissime, altre meno conosciute, di cui abbiamo anche reperito i testi nel preziosissimo sito di Mama Lisa, che raccoglie rime e canti di tutto il mondo.

Nel libro vengono descritti molti giochi e molte attività manuali. Noi abbiamo voluto sperimentare la costruzione della corn doll, la bambola fatta con foglie di mais (la classica pigotta in stoffa l’avevamo già), che ci ha aiutato anche nel percorso sui cereali. Su Teachers first trovate le istruzioni per realizzarla, insieme a molte altre idee per lavori ispirati ai nativi americani.

corn doll

Come dicevo, nei siti americani si può trovare davvero moltissimo materiale. Per un costume di carnevale a tema si trovano modelli ispirati agli abiti d’epoca. Si può addirittura costruire una casetta con tanto di personaggi, che noi non abbiamo (per ora) sperimentato. Il gioco invernale di Laura e della sorella Mary erano, invece, le paper dolls, di cui esistono un’infinità di varianti stampabili. Naturalmente esistono anche con i personaggi del libro, ma non sono gratuite, così noi abbiamo preferito le Girls from America’s past e le Ginghams paper dolls, entrambe in stile vecchia America.

Indispensabile assaggiare lo sciroppo d’acero, a cui è dedicato un intero capitolo, la crema di zucca e, per i più audaci, vista la complessa preparazione, il grano cotto nel latte. Il cibo è sempre molto utile per fare della lettura un’esperienza sensoriale, oltre che cognitiva.

Le idee che il libro ispira sono moltissime e sono particolarmente adatte ai lavori con i bambini. Riguardano semplici lavori artigianali e aspetti primari dell’esistenza e sono tese a realizzare oggetti veri, dai cappelli di paglia alle coperte patchwork. Per le nostre pigotte abbiamo realizzato una versione semplificata della classica coperta americana, utilizzando dei ritagli di maglioni infeltriti con l’intento di comprendere la necessità del recupero totale, tipico di chi non doveva sprecare proprio nulla:

coperta e pigotte

Il percorso è molto utile per arricchire il vocabolario inglese con termini tratti dalla vita quotidiana, anche se in alcuni casi vengono utilizzati vocaboli riferiti ad attività desuete. Pur non essendo direttamente utili alla conversazione, hanno comunque un valore culturale e non è necessario memorizzarli. Il nostro obiettivo, per la fine dell’anno, è quello di saper tradurre tutte le frasi contenute nel nostro lapbook e di aver memorizzato i nomi dei giorni, delle stagioni, degli animali, delle piante e di alcune attività. Per questo rileggeremo più volte il lavoro, che, peraltro, è a disposizione dei bambini, che possono sfogliarlo quando vogliono. Il CD con le canzoni ci aiuterà a sviluppare la comprensione della lingua parlata, in continuità con il lavoro esclusivamente orale che abbiamo fatto gli scorsi anni.

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2 pensieri su “The little house in the big woods

  1. Io sto aspettando che la biblioteca mi faccia pervenire questo libro, speriamo ci riescano perchè vorremmo tanto leggerlo, essendo parte di una serie di libri consigliati in un curriculum che stiamo usando con la mia bimba di 6 anni.

    • È davvero un libro bello e pieno di spunti. Un vero peccato che non venga più ripubblicato! In inglese si trova anche con tanto di audiobook gratuito. Vi auguro buona lettura :-)!

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