Holidays book – Halloween

Halloween copertina

Fin da quando i bambini erano piccolissimi, abbiamo dato molta importanza alla celebrazione delle feste tradizionali. Crescendo, i bambini si sono resi conto che in altre famiglie e in altri paesi le feste e gli usi erano diversi e questo li ha molto incuriositi. Quest’anno, dato che hanno mostrato un particolare interesse nei confronti della lingua inglese e dei paesi anglofoni e visto che abbiamo la fortuna di avere dei pen friends inglesi e oltre oceano, abbiamo cominciato un percorso attraverso le principali feste tradizionali del mondo anglosassone.

Questo ci permette di familiarizzare con la lingua in modo vivo e, nello stesso tempo, di imparare molto sugli usi, le tradizioni e alcuni momenti della  storia di quei paesi. È importante che un percorso di questo tipo non si riduca a un lavoro nozionistico e libresco, ma che sia il più possibile vivo, in contatto e in sintonia con il mondo esterno. Il semplice fatto di lavorare sulle singole feste nei giorni ad esse dedicati, rende il lavoro più “vero”: i bambini sono molto colpiti dal fatto che, contemporanemente a loro, altri bambini, in altri paesi, stanno festeggiando allo stesso modo. Anche l’utilizzo di materiali pensati per bambini madrelingua contribuisce a dare spessore vitale al lavoro, così come la realizzazione di semplici attività, il più possibile simili a quelle tradizionali.

La ricerca avviene tramite letture, domande ai corrispondenti, materiali trovati in rete. Raccogliamo via via informazioni, immagini, foto e minibook in un Holidays book, che rilegheremo quest’estate alla fine del percorso e che andrà a costituire un interessante e personalissimo libro nella biblioteca dei bambini.

Il percorso non poteva che cominciare con Halloween, una ricorrenza che sta prendendo piede anche in Italia, e di cui ci hanno parlato i nostri pen friends. Si tratta di una festa per la quale non abbiamo usi familiari, dato che per quei giorni abbiamo già piccoli riti, ricette e tradizioni che ci derivano dall’uso locale e familiare.

Nel nostro notebook prevediamo per ogni festa anzitutto una copertina (qui la zucca era d’obbligo) e una pagina esplicativa, con le domande classiche del giornalismo: when? where? why? what? Questo semplice schema ci consente di lavorare sull’organizzazione del testo, dandoci una traccia rispetto alle informazioni che dobbiamo cercare, e intanto ci familiarizza con le particelle interrogative della lingua inglese. Dove sono in grado di farlo, i bambini rispondono in inglese:

Halloween p.1

Per ogni ricorrenza cerchiamo nel repertorio tradizionale una poesia o una canzone da memorizzare, la più semplice possibile: per Halloween abbiamo scelto Jack-o’-Lantern, di cui abbiamo trovato il testo nel sito di Dltk. Per spiegare l’uso del Trick or treat,  dolcetto o scherzetto, abbiamo scelto un’immagine: in questo modo i bambini non devono tradurre il concetto in italiano, ma associano direttamente l’espressione all’azione, senza mediazione. Con l’inglese è particolarmente importante evitare il meccanismo della traduzione, dato che si tratta di una lingua profondamente diversa dalla nostra nella struttura sintattica.

Halloween p.3

La tradizione di Jack-o’-Lantern, ovvero della zucca svuotata e intagliata, ci ha molto incuriosito e siamo andati a cercarne la storia. Abbiamo scoperto che si tratta di un’antica leggenda irlandese, in cui l’anima di Jack, che non viene accolta in Paradiso perché peccatore, né all’Inferno perché si è preso gioco del diavolo, è condannata a vagare sulla Terra con il solo conforto di un lumino, che ripara dal vento grazie a una rapa scavata. In origine, infatti, la lanterna veniva intagliata in una rapa, la zucca comparve solo quando gli emigranti irlandesi portarono la tradizione negli Stati Uniti. Noi abbiamo voluto sperimentare l’antico uso irlandese e abbiamo preparato la lanterna con una grossa rapa:

Jack-o'lantern

Abbiamo riportato la storia e il particolare della rapa in un minibook realizzato ritagliando e ritoccando un’immagine presa da un vecchio catalogo. Il minibook a forma di zucca viene, invece, da Enchanted learning, un sito che propone moltissimo materiale da scaricare in cambio di una piccola quota annua associativa. I materiali prestrutturati di questo tipo sono molto utili nell’apprendimento dell’inglese scritto, mentre, forse per la diversa struttura della lingua, risultano molto artificiosi se proposti in italiano, dal momento che costringono a un approccio analitico e talvolta frammentario. La lingua inglese è strutturata in base a parole e espressioni che da sole costituiscono una frase compiuta, in italiano, invece, la costruzione della frase è più complessa e articolata: lo si vede bene quando ci si trova costretti a utilizzare una lunga perifrasi per tradurre un’espressione inglese molto incisiva e di pochissime parole.

Halloween p.2

Per lo stesso motivo, le classiche carte montessoriane della nomenclatura sono molto utili per proporre i vocaboli inglesi. È importante che le immagini delle carte siano particolarmente chiare e inequivocabili, così da evitare il passaggio della traduzione in italiano: l’associazione tra parola e immagine deve essere immediata. Noi abbiamo utilizzato in questo caso le carte sul ciclo di vita della zucca, che si possono scaricare dal sito Montessori for everyone:

Life cycle of pumpkin

Grazie alle carte, i bambini memorizzano alcuni vocaboli, che vanno a costituire dei ganci di significato all’interno dei brevi testi che provano a leggere. La struttura sintattica dell’inglese rende questo lavoro particolarmente efficace, ma è bene prevedere comunque dei lavori di compensazione meno analitici e più comunicativi, come poesie e canzoni o brevi audiobook illustrati sul tema. Un buon testo, molto curato, è Hello, I’m Lily! From New York city., in cui si parla proprio della festa di Halloween: gli audiobook per bambini sono molto utili per sopperire alla mancanza di un insegnante madrelingua, ma purtroppo sul mercato italiano sono disponibili solo pochi titoli. Nella stessa collana trovate anche Hallo, I am Charlie! from London, sugli usi e le abitudini delle famiglie inglesi.

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