In viaggio

viaggio cinque terre

Rudolf Steiner sosteneva che l’insegnamento della geografia costituisse la summa di tutti gli altri insegnamenti in quanto non solo consente lo sviluppo di tutte le competenze di base, ma racchiude in sé anche i contenuti delle altre discipline, dalle scienze, alla storia, all’economia. In effetti lavorando su un argomento geografico utilizziamo la lettura, la scrittura, il disegno, le conoscenze geometriche e matematiche e siamo spinti a interrogarci sui molteplici aspetti della vita del luogo di cui ci occupiamo.

Se poi l’argomento viene svolto attraverso un viaggio, allora abbiamo una delle proposte didattiche più efficaci e complete che si possano realizzare. Non deve trattarsi per forza di una lunga vacanza, una gita di un giorno è sufficiente. Ciò che conta è sperimentare la dimensione fisica del viaggio, con i suoi disagi, le sue sorprese, le sue eccezionalità rispetto alla vita quotidiana, tutti aspetti che lo imprimeranno nella memoria dei bambini.

Anzitutto è bene preparare con loro l’itinerario da seguire. In questo modo i bambini cominceranno a familiarizzarsi con le carte geografiche, utilizzandole davvero e non in modo nozionistico e astratto. Vediamo con loro cosa significano i simboli riportati e perché ci sono utili nell’organizzare la gita. Noteremo anche quanto è diverso un atlante stradale dalla mappa di una città e cercheremo di leggere tutte e due per organizzare la nostra visita. Per evitare che la giornata si trasformi in un’esperienza frustrante e faticosa, cerchiamo di limitare la nostra visita a poche cose. Se decidiamo di visitare una città, per esempio, non pretendiamo di vedere con i bambini tutti i monumenti più famosi, come nei tour organizzati. Meglio una sola meta, ma preparata a casa con qualche foto e qualche racconto, così che i bambini possano ritrovare sul posto cose che hanno già visto e ascoltato. Riconoscere è molto più immediato e coinvolgente che vedere qualcosa di cui non si sa nulla.

Piuttosto possiamo prevedere uno di quei tour in bus panoramico offerti nelle grandi città, che potranno sollevare delle curiosità che saranno oggetto di approfondimento una volta ritornati a casa.

Durante il viaggio in macchina, anche per evitare la noia, potremo utilizzare la bussola, per renderci conto del nostro spostamento rispetto a quanto segnato sulla carta geografica. Un altro gioco per il viaggio può essere quello di annotare ciò che vediamo sulla strada, magari per rielaborarlo poi a casa. Noi abbiamo fatto questo lavoro con un noioso tragitto autostradale, annotandoci le uscite, le coltivazioni che vedevamo, i centri maggiori che attraversavamo. Poi, una volta a casa, abbiamo disegnato la nostra strada su un foglio di carta lungo e stretto:

viaggio cinque terre 2

Questa è la prima parte del viaggio: a sinistra si vedono le risaie, il Po, le colline del Monferrato, i campi di girasoli. Una volta superato l’Appennino, all’orizzonte compare il mare (abbiamo annotato il chilometro esatto) e si arriva a Genova, di cui vedete al centro la Lanterna e la Porta Soprana. Si vede poi la Riviera di Levante fino a La Spezia. Abbiamo riportato tutte le uscite dell’autostrada, anche qui annotando il chilometro esatto e il tempo di percorrenza.

viaggio cinque terre 3

Il nostro viaggio è proseguito verso le Cinque Terre. Come potete vedere, abbiamo incontrato un incendio che riempiva di fumo la strada. Attraversando una galleria ci si ritrova il mare dall’altra parte, perché dal Golfo dei Poeti si torna su quello di Genova.

Grazie alle annotazioni precise sulle distanze e sui tempi di percorrenza, abbiamo potuto realizzare un lavoro in scala. Abbiamo fatto delle prove per valutare quale fosse la dimensione adatta al lavoro perché fosse leggibile, ma maneggevole e poi ci siamo messi a calcolare tutte le distanze in proporzione. In questo modo è apparsa molto chiara l’utilità del concetto di scala e i meccanismi matematici in essa impliciti. Produrre rende fruitori più attivi anche nel caso delle carte geografiche. Dopo aver disegnato in questo modo un percorso i bambini hanno guardato con occhio più attento e competente anche le cartine che abbiamo appeso al muro.

Il disegno è stato realizzato a volo d’uccello per rendere la rappresentazione più concreta e figurativa e per stimolare lo spirito di osservazione nel corso del viaggio. La classica rappresentazione grafica delle carte stradali è molto astratta e il tipo di disegno da noi realizzato consente di effettuare una tappa intermedia per comprendere come la realtà possa essere trasportata, mediante simboli, su un foglio di carta. Sulla copertina abbiamo tracciato in rosso il percorso effettuato su una carta tradizionale, per comprendere meglio questo ulteriore passaggio. Abbiamo montato il lavoro in un formato a leporello, con copertina sciolta, ovvero senza dorso, così il disegno può essere appeso e visto tutto insieme, oppure piegato e sfogliato come un libro.

Avendo annotato gli orari e i chilometri percorsi, abbiamo potuto calcolare con precisione distanze, tempi e velocità media.

Disegnare questo tipo di rappresentazioni spaziali è molto utile e non è nemmmeno necessario che si tratti di un viaggio. Lo stesso scopo si ottiene disegnando dei tragitti quotidiani, come il percorso da casa a scuola, o a casa dei nonni. Anche in questi casi è necessario porre grande attenzione a ciò che si vede ed elaborare delle strategie grafiche precise ed efficaci per poi riportarlo sulla mappa.

Un viaggio è anzitutto un’esperienza sensoriale, fatta di sensazioni, odori e sapori. Ogni volta che è possibile, assaggeremo i piatti tipici del posto e magari ne proporremo altri a casa. Si tratta della prima, indispensabile introduzione allo studio dell’economia, dato che le cucine tipiche si basano sugli ingredienti storicamente a disposizione sul territorio e un piatto ci dice di una terra molto più di tanti trattati storici. Pensiamo alla semplice cucina ligure, quasi priva di latticini, che ricorre alla farina di ceci per sostituire quella di cereali, figlia di una terra povera a picco sul mare, priva di estensioni coltivabili e, all’altro estremo, alla cucina emiliana, forte dei grassi pascoli della pianura, che la arricchiscono di formaggi pregiati e carni ricche. Pochi chilometri di distanza, ma due mondi geograficamente, economicamente e storicamente diversi, ben espressi dalle rispettive cucine.

Molto bello è anche, una volta a casa, ritrovare i luoghi visti nelle scene di un film o in un documentario. Come la preparazione della gita serve a fornire immagini da riconoscere sul posto, il video, a casa, riporta alla mente ciò che si è visto, suscitando il piacere di riconoscere una cosa nota e fissandola così nella memoria. Nel nostro caso, avevamo a disposizione un piccolo gioiello, il cartone animato Sinfonia per Genova, di Emanuele Luzzati. La storia prende spunto da Le città invisibili di Italo Calvino, in cui Marco Polo racconta a Kublai Kan di città incredibili, reali o immaginarie. Nel cartone animato si immagina che a un certo punto Marco Polo racconti le meraviglie di Genova, sulla musica originale di Stefano Cabrera, intessuta di citazioni del genovese Niccolò Paganini. Si tratta di un cortometraggio molto bello, adatto ai bambini più grandicelli.

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