Il diario

Disegno falò

Abbiamo visto come dal disegno si passi alla scrittura con un percorso segnato dalla continuità, senza bisogno di introdurre nuovi strumenti o esercizi specifici. Sempre nel segno della continuità con il lavoro prescolare possiamo lasciare che per i primi tempi i bambini lavorino su temi a scelta, che di solito verranno completati ed esauriti nello spazio di un giorno. I primi anni della scuola elementare non sono ancora il momento per i progetti di più giorni, che risulterebbero noiosi e faticosi.

Nel quaderno che gli lasceremo a disposizione possono trovare posto testi e disegni di carattere molto diverso, a testimonianza della grande competenza testuale che il bambino possiede già all’inizio dell’età scolare. Un ambito privilegiato è senza dubbio il diario, in cui il bambino continua quel lavoro di elaborazione dell’esperienza quotidiana che lo ha accompagnato fin dai suoi primi disegni. Il diario è uno strumento di scrittura straordinario, che può essere proposto con successo anche a bambini più grandi, come dimostra il lavoro di Maria Maltoni. I quaderni dei suoi alunni, pubblicati da Einaudi con il titolo I quaderni di san Gersolè, furono ammirati da Italo Calvino e da Pietro Calamandrei e costituiscono ancora oggi un eccezionale esempio di lavoro didattico.

Nel diario i bambini annoteranno anzitutto le semplici esperienze quotidiane, accompagnate da un disegno, che resterà a lungo il necessario completamento del testo.

diario in piscina

Nei primi esperimenti di scrittura, la rigatura è larga, dato che la mano non è ancora abbastanza agile per rispettare spazi delimitati. Scegliamo i colori della rigatura in armonia col disegno, per dare unità grafica al lavoro:

diario pannocchie

Grazie all’esercizio quasi quotidiano, testi e disegni si fanno via via sempre più espressivi e comunicativi. Durante la visita nella bottega del macellaio abbiamo visto come si fa la salsiccia: risulta chiaro dal disegno che la cosa più impressionante è stata la sua lunghezza.

la salsiccia

Anche i testi si arricchiscono via via di dettagli e i bambini si preoccupano che ciò che scrivono venga davvero compreso. In questo testo il problema era far comprendere quanto fossero grossi i funghi visti al mercato: al piccolo scrittore era chiaro che parlando poteva indicare con i gesti la dimensione, ma che sulla pagina ci sarebbero state solo le parole. Così ha inserito un disegno esplicativo nel testo:

Diario al mercato

A volte, invece, è il disegno ad avere bisogno di spiegazioni e didascalie. È curioso notare come possono convivere competenze testuali, grafiche e linguistiche molto raffinate con elementi ancora molto incerti, come si vede dalla scritta speculare sulla sinistra. È chiaro che l’apprendimento della scrittura non è un percorso lineare che procede per accumulo, ma un cammino articolato e complesso che comporta periodiche riorganizzazioni complessive delle competenze del bambino.

Pagina di diario

Nel diario i testi si fanno sempre più lunghi e complessi e le illustrazioni diventano sempre più articolate, per rendere nel modo più completo possibile l’esperienza fatta. Come si può notare l’ortografia è ancora molto incerta, soprattutto per ciò che riguarda le doppie. All’inizio è meglio non insistere troppo sulla correttezza ortografica, lasciando prevalere nei bambini il piacere di esplorare lo strumento appena appreso. Quando impareranno a rileggere i propri testi, cercheranno da soli di correggere gli errori che pregiudicano la comprensione. Possiamo aiutarli con delle semplici filastrocche, sul modello di quelle che potete trovare nella sezione Grammatica, nella pagina dei Materiali. La questione delle doppie è particolarmente complessa, perché non sottostà ad una regola precisa, ma semplicemente ad una questione fonetica. Nei diversi accenti regionali, poi, le doppie vengono quasi sempre alterate, così da rendere ancora più difficile individuarle.

diario spontaneo

S. Niklaus disegno

Anche la competenza testuale e la capacità di scrivere un testo vivace ed efficace dal punto di vista comunicativo compare piuttosto precocemente, soprattutto se i bambini sono abituati a sentirsi leggere dei libri. Fin da piccoli padroneggiano con abilità diversi registri, senza appiattirsi sui “pensierini”, ma utilizzano anche strumenti complessi come il discorso diretto per dare vivacità alle loro composizioni. Il primo esempio è una cronaca della festa di san Martino, in cui ci si chiede che cosa avranno mai pensato gli animali di tutto quel trambusto:

espressività del testo

Disegno s. Martino

Qui invece viene riportata fedelmente una battuta della conversazione familiare, in occasione di una nevicata eccezionale negli ultimi giorni di gennaio, che da noi sono detti “della Merla”. La leggenda è illustrata nella pagina seguente:

espressività del testo 2

la merla

Il diario ha naturalmente anche una forte valenza emotiva: per i bambini è molto emozionante sfogliare i vecchi quaderni e ricordare gli episodi raccontati, ma anche osservare come le loro abilità sono migliorate nel corso del tempo. Il diario può accompagnare il percorso scolastico per tutto il tempo che il bambino lo richiede e diventare via via uno strumento più privato di riflessione e di scrittura di sé.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...