La vita in montagna

bosco latifoglie

Nello strutturare i percorsi didattici cerco sempre di proporre argomenti e materiali che possano stimolare il gioco di finzione, che costituisce uno strumento eccellente, tra le altre cose, per elaborare e fissare le informazioni apprese. Lo stesso si può dire della rappresentazione teatrale, quando non consiste nella terribile recita mandata a memoria ad uso e consumo esclusivo dei genitori, ma viene preparata integralmente dai bambini che la mettono in scena anzitutto per se stessi.

Un percorso particolarmente riuscito da questo punto di vista è stato quello sulla vita in montagna, che continua a ispirare il gioco dei bambini e a tornare nei nostri percorsi scolastici. Per rendere l’argomento più concreto e coinvolgente, siamo partiti dalle zone a noi vicine e che conoscevamo meglio, per averle visitate più volte. In particolare i bambini si sono appassionati alla storia e alla vita dei Walser, le popolazioni che vivono intorno al Monte Rosa, e alle vicende della Val Grande, un’area di grande pregio naturalistico collocata alle spalle di Verbania.

I bambini amavano sentirsi raccontare gli aspetti quotidiani della vita di queste popolazioni e, dato che non riuscivamo a trovare un libro che riuscisse a soddisfare le nostre curiosità, ce ne siamo costruito uno su misura. Per evitare che il lavoro risultasse troppo pesante, abbiamo utilizzato molte immagini che abbiamo commentato con semplici didascalie, nelle quali abbiamo riassunto le informazioni raccolte.

Anzitutto i bambini si sono soffermati sugli aspetti naturali, in particolare sulle essenze vegetali del bosco e del sottobosco. Non si tratta di un mero esercizio di nomenclatura, dato che sono stati abituati fin da piccoli a distinguere alberi e erbe e a conoscerne in pratica i possibili utilizzi, in cucina e in casa. Qui l’illustrazione è stata completata con un disegno realistico e dettagliato, come sempre utilissimo quando si studia il mondo vegetale.

sottobosco

Naturalmente suscita sempre grande interesse la vita degli animali. Qui abbiamo ritagliato un vecchio cartellone scolastico e lo abbiamo commentato sottolineando gli aspetti più curiosi degli animali illustrati.

animali di montagna

Per lavori come questo è importante utilizzare illustrazioni di buona qualità. Naturalmente si possono trovare in rete o fotocopiare dai libri, ma si tratta comunque di soluzioni economicamente e ecologicamente dispendiose. Ove possibile si possono ritagliare vecchi libri il cui testo non è di particolare valore, oppure che risultano scompleti e quindi illeggibili. Oltre che in soffitta, si possono trovare per pochi centesimi sulle bancarelle e nei mercati delle pulci. Anche volantini, riviste, libri di scuola recenti, ma non più in adozione, vengono per lo più diretti al macero, mentre sono ottime fonti di materiale illustrato. Le immagini possono essere archiviate per temi in buste o cartellette, così da averle a disposizione quando servono. Ecco per esempio, su questa pagina, delle immagini ritagliate da vecchio materiale scolastico e da un volantino pubblicitario:

alpeggio

Lavorando con immagini già pronte, è necessario porre attenzione all’organizzazione grafica, che deve risultare chiara e leggibile. Per farsi un’idea, si possono sfogliare dei libri fotografici e osservare attentamente le soluzioni da essi adottate. Per illustrare la vita quotidiana, noi abbiamo utilizzato delle fotocopie di immagini d’epoca, suddivise per argomenti. Abbiamo così parlato della vita nei campi…

vita nei campi

…della particolare tecnica di coltivazione della segale…

coltivazione segale

…e della vita di casa.

vita di casa

L’architettura Walser, che utilizza esclusivamente il legno come materiale da costruzione, persino per le serrature, è un argomento affascinante su cui esistono numerose pubblicazioni. Sia a Macugnaga che a Alagna e a Gressoney è possibile visitare delle bellissime case museo, perfettamente conservate. Si tratta di una visita adatta a bambini più grandicelli, perché la guida racconta nei dettagli l’uso di mobili e suppellettili e quindi si tratta tempi di attenzione e immobilità troppo lunghi per i bambini piccoli. Con loro ci si può limitare a dei racconti corredati di immagini. Dal volantino della casa museo di Alagna, abbiamo ritagliato le immagini per il nostro quaderno:

casa walser

Durante il percorso ci siamo imbattuti nella questione della manutenzione dei boschi e del pericolo di incendi. Per approfondire questo argomento, ci è stato molto utile il materiale delle GEV, le Guardie Ecologiche Volontarie, distribuito in occasione di una fiera locale. Molto spesso i materiali prodotti da associazioni, enti locali, regioni e province sono molto utili e ben fatti, oltre a trattare nel dettaglio delle realtà locali. Non è sempre facile reperirli, ma è possibile trovarli negli stand di fiere e manifestazioni, oppure contattando direttamente gli enti. Nella maggior parte dei casi sono gratuiti e, a volte, addirittura scaricabili in formato pdf.

Un’altra fonte di informazioni possono essere gli elaborati prodotti dalle scuole del territorio e stampati dai Comuni. Sono ancora più difficili da reperire, ma costituiscono un materiale particolarmente prezioso perché frutto di una ricerca storica diretta, in cui i bambini, veri e propri storici in erba, hanno raccolto usi, testimonianze, ricette, espressioni gergali, poesie, proverbi, canti dalla viva voce dei loro familiari. Questi piccoli capolavori costituiscono perciò al tempo stesso una fonte di informazioni e un modello di ricerca tutto da copiare.

In base alle informazioni raccolte abbiamo preparato due pagine di disegni e spiegazioni. È stato particolarmente importante soffermarsi sulla raffigurazione statistica dei dati, che ci ha permesso di introdurre un importantissimo tema matematico. Abbiamo letto e compreso i grafici presenti nel volumetto delle GEV e abbiamo riportato quelli per noi più significativi. Utilizzare il disegno nell’informazione scientifica e matematica è un esercizio piuttosto difficile e copiare le soluzioni adottate dagli illustratori professionisti ci fornisce strumenti che potremo poi utilizzare in altri contesti.

Incendi 1

Incendi 2

Come previsto, il gioco di finzione è risultato molto arricchito dalle informazioni che abbiamo trovato nel corso della redazione del nostro libro-quaderno, coinvolgendo anche alcuni aspetti della vita quotidiana. In cucina abbiamo assaggiato numerose ricette di montagna, preparate con i prodotti caratteristici, e nel lavoro manuale, che sempre ci accompagna, abbiamo privilegiato le tecniche tipiche delle nostre montagne. Le zone alpine sono ricche di tradizioni artigianali che possono rendere più interessante e approfondito il percorso. Tra le tante, noi abbiamo scelto il semplicissimo intaglio di carta, tipico delle Alpi svizzere. La forma a cuore è un classico dei motivi ornamentali di montagna, tanto da costituire oggi il logo del turismo valdostano. Qui l’abbiamo utilizzata per delle decorazioni autunnali da finestra:

cuori san Michele

Un lavoro più complesso, adatto ai bambini più grandi, è il disegno con il pirografo. Si possono realizzare semplici lavori come sottopentola o quadretti per la camera. Anche qui è utile andare alla ricerca dei motivi grafici tradizionali delle zone alpine: noi abbiamo scelto il classico e misterioso cuore walser per realizzare alcuni regali personalizzati.

pirografo

Poche cose ispirano il gioco di finzione quanto la lettura di un racconto o la visione di un breve documentario ben fatto. Un libro molto bello sulla vita di montagna nelle aspre zone della Val Grande è quello di Nino Chiovini, Mal di Val Grande, che racconta la vita quotidiana di questa zone e le vicende della Seconda Guerra Mondiale che la ebbero come teatro. È un testo da proporre ai ragazzi più grandi, mentre per i bambini ho preparato un semplice racconto che riassumesse in modo narrativo e ricco di immagini le storie raccontate nel libro: La vita in montagna.

I bambini hanno tratto ispirazione per i loro giochi  anche dalla visione di alcuni brevi documentari della serie La sciuera, promossa dalla provincia del VCO e mandati in onda da Azzurra VCO, un’emittente locale molto attenta alla storia del territorio. Nei brevi documentari vengono mostrati e commentati antichi mestieri, leggende, usi e costumi della zona. Sempre alla stessa emittente televisiva bisogna rivolgersi per avere copia dell’introvabile e bellissimo documentario di Teresio Valsesia, studioso della Val Grande e del Monte Rosa, intitolato Lassù gli ultimi, struggente e poetico documento sulla vita negli ultimi alpeggi di queste zone.

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