Dal disegno alla scrittura

illustrazione storie 2

Un percorso che rispetti i tempi naturali di apprendimento della lingua scritta richiede una accurata preparazione e una pianificazione su tempi lunghi. Come in ogni approccio pedagogico di tipo attivo, è fondamentale strutturare in modo adeguato il contesto e predisporre i giusti strumenti così da creare il setting, lo scenario adeguato all’evento formativo. Nel caso della lingua scritta, il contesto viene preparato molti anni prima dell’ingresso a scuola, quando familiarizziamo i bambini con i libri attraverso la lettura serale delle fiabe, per esempio. Lasciando a disposizione dei bambini dei libri adatti, impareranno presto a sfogliarli e a tentare di interpretare da soli i misteriosi segni neri sulle pagine.

L’apprendimento della scrittura, invece, è più lungo e complesso, perché richiede la maturazione di tutta una serie di prerequisiti e l’acquisizione di abilità tecniche specifiche. Per imparare a scrivere ci vogliono molti anni e spesso il percorso non è ancora compiuto alla fine della scuola elementare.

Uno strumento semplicissimo che possiamo mettere a disposizione del bambino per fare i primi passi nel mondo della scrittura è il quaderno bianco, in cui il bambino raccoglierà i propri disegni che di solito vengono lasciati su fogli sparsi. Un quaderno valorizza di più il lavoro dei bimbi e li spinge a disegnare con più cura, anche se la produzione vertiginosa di interi cicli pittorici è una caratteristica dell’età prescolare. La capacità di illustrare un racconto è anche una capacità linguistica: un disegno può essere paragonato a un riassunto, in cui il bambino estrapola gli elementi fondamentali della storia. Ancora più elaborato il percorso che porta alla divisione in sequenze di un racconto per illustrarne le diverse scene. Qui il bambino ha raccontato la storia di Natale in una lunga sequenza illustrata (i disegni in totale erano sette), partendo dall’Annunciazione e dal miracolo del bastone fiorito di san Giuseppe:

l'Annunciazione

Ha poi immaginato la vita quotidiana a Nazareth:

la casa di Nazareth

Ha scelto con gusto teatrale un momento del viaggio verso Betlemme:

il locandiere

Ha concluso con l’evento chiave: la nascita di Gesù Bambino.

nasce Gesù Bambino

Come si può vedere, le didascalie sono state inserite in matita colorata e in corsivo per  non disturbare la composizione del disegno. È importante registrare le spiegazioni che il bambino dà del proprio elaborato proprio per iniziare a fargli comprendere come la scrittura e il disegno si integrino e si completino a vicenda, fornendo informazioni complementari. Facciamo molta attenzione a come riportiamo le sue parole nel disegno, per non rovinarne l’equilibrio grafico. A un certo punto i bambini prevedono uno spazio per scrivere, impostando la pagina come fanno gli illustratori professionisti:

Illustrazione storie 1

santa Lucia

A volte non raccogliamo la semplice descrizione del disegno, ma vere e proprie riflessioni sul tema, oppure delle aperture narrative: questo disegno non si intitola “La stella cometa”, ma “Sopra la capanna che succede?”.

stella cometa

I bambini non sono solo abili illustratori delle storie che vengono loro raccontate, ma sono scrittori ancora prima di saper usare tecnicamente le lettere. Per questo è importante riportare con cura quello che ci raccontano sui loro disegni, veri e propri condensati di storie:

aereo al tramonto

A un certo punto i bambini cominciano a mettere da soli le didascalie ai propri disegni. Dapprima sono segni che ricordano lettere e numeri, poi compaiono le prime parole. In questa pagina vediamo proprio il passaggio: a sinistra la didascalia è stata scritta da un adulto, a destra dal bambino. Qui il carattere utilizzato è lo stampatello perché il bambino ha già cominciato a leggere questo carattere e vuole capire (e controllare…) quello che l’adulto scrive sul suo disegno.

dal disegno alla scrittura

Spesso i bambini chiedono di poter copiare il testo da un modello fornito da un adulto e poi lo inseriscono nel loro lavoro con grande abilità grafica, come in questo disegno in cui la scritta segue la linea del tetto e viene utilizzato il colore dominante per far sfumare la scritta nel disegno:

scrivere nel disegno

O in questo caso in cui viene tentata con audacia una scritta curva per seguire l’andamento della composizione:

didascalie nei disegni

La scrittura acquisisce via via sempre più importanza nel lavoro spontaneo dei bambini ed è sorprendente vedere con quale velocità accumulano e utilizzano informazioni sulle caratteristiche della lingua scritta e sulla costruzione dei testi. In questa pagina è rappresentato un proclama della regina d’Inghilterra, con ciò che si può e ciò che non si può fare: la grafica è precisa e netta e il corpo del testo è scritto in una sorta di precorsivo, un disegno di linee curve continue che costituisce un prezioso e spontaneo esercizio di pregrafismo:

prescrittura spontanea

La scrittura suscita molta curiosità e viene sperimentata in tutte le sue varianti. In questo disegno vediamo un vero e proprio campionario tipografico: corsivo, stampatello maiuscolo e scrittura speculare, una caratteristica che resta a lungo nei bambini, fino a quando la lateralità non è maturata del tutto. La maturazione della lateralità gioca un ruolo importante anche nei disturbi di tipo dislessico: la possibilità di seguire tempi naturali e lenti di apprendimento consente di elaborare migliori strategie di compensazione e di maturare i prerequisiti fisici.

prove di scrittura

Nella loro voglia di sperimentare, i bambini possono chiedere anche di scrivere parole straniere. Spesso sono attenti osservatori delle particolarità della lingua e il confronto con le caratteristiche di altri idiomi accentua questa capacità metalinguistica:

scrivere in più lingue

Con naturalezza, a un certo punto, il testo diventa più lungo e indipendente dal disegno, pur continuando a essere illustrato. Per i primi lavori di scrittura è bene restare al quaderno bianco, personalizzando le rigature in base alle esigenze del bambino e lasciando ancora ampio spazio al disegno. All’inizio la scrittura è ancora troppo irregolare per le rigature classiche, che rischiano di stancare il piccolo scrivano anziché aiutarlo. Ci si può limitare a ampie righe colorate che insegnino a mantenere una certa distanza tra le righe, dato che un difetto tipico di questa fase è quello di schiacciare il testo:

stampatello su righe colorate

Quando il bambino si ritiene pronto per passare al corsivo, allora diventano utili le rigature speciali. Il corsivo è un carattere complesso, che si sviluppa su tre piani: il rigo centrale, quello superiore e quello inferiore. Per aiutare il bambino possiamo utilizzare i colori e un’immagine narrativa. Qui la rigatura di quinta è stata ripassata colorando il rigo centrale in giallo, quello superiore in azzurro e quello inferiore in verde. Tra lettere possiamo distinguere quelle che hanno la testa tra le nuvole e toccano il rigo superiore, quelle che se ne stanno bene al caldo nel rigo centrale e quelle che hanno i piedi ben piantati per terra e lambiscono il rigo inferiore.

corsivo con righe colorate

Quando si lavora seguendo i tempi e i modi dell’apprendimento naturale, bisogna tenere ben presente che i tempi sono lunghi e i percorsi di apprendimento non sono quasi mai lineari e spesso alternano vertiginosi progressi a lunghi periodi di stasi o addirittura di regressione. I confronti sono inutili e dannosi, soprattutto per quanto riguarda i tempi di apprendimento, che sono strettamente individuali e legati alla maturazione psicofisica. Quindi è importante da un lato allargare il range della normalità, accettando che ancora per tutta la scuola elementare la scrittura non costituisca un contenuto acquisito, ma una competenza in fieri, e dall’altro vigilare per cogliere i segni di eventuali difficoltà, che il metodo naturale può mascherare. Indispensabile, per tutti i bambini che iniziano la scuola, un accurato esame della vista e dell’udito, per escludere qualsiasi tipo di deficit. Particolare attenzione va poi prestata ai bambini mancini, che, soprattutto all’inizio, partono con lo svantaggio di avere a che fare con una scrittura destrorsa.

Per chi volesse approfondire l’apprendimento naturale della lingua scritta, il riferimento è l’opera di Célestin Freinet, in particolare L’apprendimento della lingua secondo il metodo naturale.

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