Il Duomo di Milano

lapbook duomo 1

Nella nostra zona si dice che da alcune cime prealpine, nei giorni più tersi, si possa veder scintillare la Madonnina al centro della pianura. Questo inatteso apparire all’orizzonte, come una sorta di miraggio, conferisce al Duomo di Milano un che di mitico, quasi di irreale. Nella storia del Duomo confluiscono poi molteplici storie e fili geografici, che collegano Milano ai territori che la circondano per un ampio raggio di chilometri.

Per noi il viaggio verso il Duomo è cominciato dalla sua origine, ovvero da una visita alla Cava storica di Ornavasso, programmata per cercare anzitutto un po’ di frescura nella canicola di questa estate. Si tratta di una visita molto piacevole, della durata di circa 20 minuti, quindi affrontabile anche con i bambini, che si divertiranno moltissimo a infilarsi gli elmetti da speleologo. La temperatura interna è costantemente di 9 gradi, quindi è davvero la gita ideale per sfuggire all’afa della pianura.

I materiali utilizzati per la costruzione del Duomo venivano trasportati fino a Milano per via d’acqua, passando attraverso il Lago Maggiore, il Ticino e i Navigli. Il marmo di Candoglia viene estratto ancora oggi da una cava gemella di cui è possibile vedere l’imbocco, posta alla stessa altezza, ma dall’altro lato della valle.

A distanza di qualche settimana abbiamo sentito la necessità di mettere ordine in quello che avevamo visto e così abbiamo realizzato un lapbook, dalla forma arrotondata per ricordare l’imbocco della galleria. La temperatura, che ci aveva particolarmente colpiti, è registrata nel disegno del termometro.

lapbook cava del duomo

Una delle cose più affascinanti era costituita dalle antiche tecniche di estrazione del marmo, mediante l’utilizzo del filo elicoidale. Con l’uso della pasta da modellare, abbiamo cercato di capire come funzionasse questa tecnica, che ci ha fatto ricordare alcuni lavori di meccanica fatti negli anni passati.

minibook marmo

Sempre con la pasta per modellare di diversi colori abbiamo simulato i depositi calcarei e argillosi che caratterizzano il marmo di Candoglia. Abbiamo realizzato strati alternati di diverso colore, poi li abbiamo schiacciati con un mattarello: tagliandoli, diventava evidente la sezione a strisce colorate. Per comprendere cosa ci facessero dei microrganismi marini in cima alla montagna, abbiamo simulato una pressione tettonica, premendo i nostri strati con le mani da entrambi i lati, così da far sollevare la parte centrale, più o meno come si può vedere in queste immagini.

Per ricostruire il percorso fatto dal marmo per arrivare fin nel centro di Milano, abbiamo utilizzato una cartina dettagliata e alcune cartoline d’epoca:

minibook vie marmo

Naturalmente abbiamo incrociato molte altre storie e così ne abbiamo approfondita qualcuna nelle schede allegate al lapbook. Anzitutto abbiamo voluto sapere chi fosse Gian Galeazzo Visconti, che diede inizio alla costruzione: come sempre, quando parliamo di un personaggio storico, abbiamo anzitutto cercato un suo ritratto, per renderlo più reale e concreto. Abbiamo scoperto che il marmo di Candoglia non è servito solo per il Duomo, ma anche per la Certosa di Pavia e per l’Arco della Pace di Milano. Come sempre abbiamo dato particolare importanza all’aneddotica, che rende il racconto più vivace e interessante: il dettaglio del fondoschiena dei cavalli rivolto verso la Francia ha indubbiamente aiutato a fissare il monumento nella memoria.

Schede cava duomo

Nella Certosa di Pavia c’è anche la tomba di Gian Galeazzo Visconti e così, spinti dalla curiosità di vedere il suo ritratto scolpito a grandezza naturale, abbiamo previsto una gita, che ci ha permesso anche di costeggiare il Naviglio Pavese e di vedere una chiusa di manovra. Come sempre, abbiamo limitato le cose da vedere e fatto sì che i bambini si trovassero di fronte cose già familiari. Naturalmente la loro curiosità è stata attratta anche da altri particolari, come le caratteristiche della vita dei monaci e il suggestivo ambiente della Certosa, che, come accade con ogni argomento, hanno gettato i semi per nuovi futuri percorsi.

Allo stesso modo abbiamo preparato la gita al Duomo, che, essendo particolarmente impegnativa, richiedeva attenzione ancora maggiore. Anzitutto ci siamo preparati una guida su misura: una mappa, scaricabile dal sito didattico del Duomo, ci ha permesso di individuare i particolari che più ci interessava vedere, come la madonnina, la meridiana, la raza viscontea e le vetrate, che una legenda ci ha aiutato a leggere. Infine, abbiamo cercato il curioso e antico ascensore a forma di nuvola, che sale fino al reliquiario del Santo Chiodo.

lapbook duomo 2

Abbiamo anche ritagliato alcune forme nel cartoncino colorato, riprendendole dai mosaici del pavimento, realizzati nel marmo ormai familiare.

lapbook duomo 1

Nel corso della visita i bambini hanno potuto ritrovare tutto ciò di cui avevamo parlato e, soprattutto, provare l’ebbrezza di salire sulle terrazze, tra le guglie, a pochi passi dalla Madonnina e di godere così di uno straordinario colpo d’occhio sulla metropoli.

Una volta a casa, hanno ripreso in mano con nuovo interesse un vecchio puzzle del Duomo. Niente di più utile per guardare un monumento nel dettaglio.

puzzle Duomo

Adesso, quando dalla cima delle nostre montagne vediamo scintillare qualcosa in lontananza, sentiamo che è un saluto da un luogo familiare.

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