Il ciclo dell’argilla

cuore finito

Il percorso realizzato con Matilde e Sarah ha suscitato entusiasmo e nuovi spunti di lavoro. Anzitutto ci siamo chiesti come si estraesse l’argilla dal terreno. La nostra zona ha una terra argillosa e ci attirava la prospettiva di una produzione “a Km zero”. Ci è venuto in aiuto questo esauriente documento del liceo artistico di Busto Arsizio, in cui si  spiega come estrarre l’argilla dal terreno con mezzi molto semplici e comuni. Abbiamo provato subito a filtrare la terra con un semplice setaccio di plastica:

Estrazione argilla 1

Abbiamo raccolto il deposito e lo abbiamo messo ad asciugare. Poi abbiamo aspettato che l’argilla fosse ben secca per polverizzarla:

pezzetti argilla essiccata

L’abbiamo reidratata per modellare un omino per il percorso sulla Creazione e un cuore, una forma molto solida e stabile, che non rischiasse di rompersi durante la cottura. Per legare meglio il nostro impasto abbiamo aggiunto un paio di cucchiai di argilla ventilata, quella che si trova nelle erboristerie:

disegno cuore argilla

Infine, grazie ai consigli del bel sito Percorso Argilla, abbiamo sperimentato la tecnica di cottura più antica, tra le braci, direttamente nella nostra stufa:

cottura casalinga argilla

Il pezzo non si è rotto e ha assunto la consistenza tipica della terracotta, pur mantenendo un colore più chiaro, per la qualità inferiore della nostra argilla.

Il percorso è stato davvero soddisfacente e i bambini volevano in qualche modo tirare le fila del lavoro fatto. Una lunga relazione scritta sarebbe stata quasi punitiva, allora abbiamo preferito usare le foto che avevamo scattato per costruire dei veri e propri e-books.

Con i bambini in età scolare il computer va usato con molta cautela, prima ancora che per i contenuti che può veicolare, per la sua stessa conformazione: come la televisione, si tratta di un mezzo che costringe all’immobilità, seduti in un ambiente chiuso, davanti a uno schermo luminoso che richiede dei movimenti oculari innaturali. Tutte caratteristiche che ne sconsigliano l’uso per i bambini piccoli e che richiedono forti limitazioni per i bambini più grandi (e anche per gli adulti).

D’altra parte il computer e la rete costituiscono dei mezzi molto potenti, che entrano prepotentemente nella nostra vita e che condizionano in particolare la vita dei ragazzi. Per evitare che si trovino in balia dello strumento, anziché essere loro a sfruttarne le grandi potenzialità, è utile provvedere a una alfabetizzazione digitale il più possibile attiva. Per comprendere che la rete non è lo specchio della realtà, ma un mezzo che costruisce il proprio mondo, non c’è niente di meglio che provare a utilizzarla in modo attivo. Quando realizzo le fotografie per il blog, i bambini mi aiutano a preparare il materiale e a cercare le inquadrature più esplicative. In questo modo hanno ben chiaro che le foto nel web non sono il ritratto della realtà, ma una sua lettura, tra le tante. Si tratta di uno scarto ermeneutico molto importante per sviluppare in loro consapevolezza e attenzione nell’uso del mezzo.

Dopo un percorso così intensamente materiale, potevamo permetterci uno strumento fortemente virtuale come l’e-book, che ci ha permesso anche di evitare la stampa delle fotografie, rivelandosi valido anche dal punto di vista ecologico. Con il mio aiuto, i bambini hanno riordinato le foto e impostato le pagine del testo, poi hanno scelto i caratteri e i colori, in modo che il testo fosse graficamente coerente con il contenuto (sembra scritto con dei colombini in argilla) e infine hanno cercato di spiegare nel modo più chiaro possibile tutto il percorso che avevano svolto e le osservazioni che avevano effettuato. Il lavoro al computer è stato di circa un’ora, un tempo tollerabile, se compensato poi dal resto della giornata passata all’aperto, e se non si tratta di un lavoro quotidiano, ma occasionale.

Molto soddisfatti del risultato ottenuto, i bambini hanno voluto subito pubblicare l’e-book sul blog, così che fosse visibile ai loro amici lontani.

Copertina e-book ciclo argilla

Lo strumento si è rivelato particolarmente adatto alla narrazione di una lavorazione artigianale e ha permesso di utilizzare le competenze testuali e grafiche maturate negli anni passati. Lo abbiamo utilizzato anche per riordinare le foto e gli appunti presi nel corso del lavoro con Matilde e Sarah; nella sezione Materiali è possibile scaricare i tre e-books con i dettagli del nostro lavoro.

Il nostro cuore in terracotta ci ha riservato un’altra sorpresa: sul retro, dopo la cottura, luccicava una pagliuzza d’oro. La nostra è notoriamente una zona aurifera e l’osservazione ha suscitato curiosità ed entusiasmo. Il Klondike ci aspetta!

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