I fari

faro

Seguire gli interessi dei bambini è sicuramente un buon modo per scegliere gli argomenti dei percorsi da proporre. Questo non significa che ci si debba limitare alle loro proposte: la funzione dell’educatore è anche quella di aprire nuove finestre sul mondo, dato che l’esperienza del bambino è per forza molto limitata nello spazio e nel tempo. Proporre un argomento sconosciuto non è imporre un contenuto estraneo, ma sollecitare la curiosità verso qualcosa di completamente nuovo.

Quando, invece, si parte dall’interesse dei bambini, bisogna fare molta attenzione a non trasformarlo in un semplice pretesto per imbastire una noiosa lezione, un po’ come succede con il tema dopo la gita o la scheda di lettura dopo il libro. Per affrontare il tema dei fari, che da anni affascinava i bambini, ci siamo limitati alla stesura di un semplicissimo lapbook, più che altro per raccogliere del materiale che avevamo trovato nel nostro percorso.

Anni fa avevamo acquistato per caso il bellissimo libro fotografico I fari raccontati ai bambini. Pur sembrandoci un po’ complesso per dei bambini piccoli, era stato oggetto di ripetute letture e aveva ispirato moltissimo il gioco dei bambini, che erano diventati esperti nella vita dei guardiani e nel funzionamento dei fari.

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Spinti da questo interesse, a Genova abbiamo avuto modo di visitare la Lanterna e il suo museo, che, insieme al faro della Vittoria di Trieste, è l’unico visitabile d’Italia. È possibile salire fino alla prima terrazza e, nel museo, vedere i meccanismi ottici e alcuni filmati che raccontano la storia del faro e dei suoi guardiani. Il lapbook è nato anzitutto per raccogliere i materiali che avevamo trovato al museo. In copertina, inevitabile lo stemma della Superba:

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Con un po’ di pazienza abbiamo sagomato il cartoncino perché riproducesse il profilo della lanterna. All’interno, insieme al volantino e ai biglietti del museo, abbiamo riportato alcune interessanti informazioni sulle dimensioni e la storia dell’antico faro, riassunte in brevi frasi. Abbiamo scoperto, tra l’altro, che la lanterna aveva una torre gemella dall’altra parte del porto e che sorgeva su un promontorio oggi spianato per fare posto alla città.

Cercando le informazioni che ci interessavano, ci siamo imbattuti nelle coordinate geografiche: essendo degli esperti della battaglia navale, non è stato difficile capire di cosa si trattava. Abbiamo dovuto esercitarci nei calcoli anche per capire a quale distanza fosse visibile il fascio di luce, dato che la misura era espressa in miglia nautiche.

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La Lanterna è per Genova il simbolo della città, così abbiamo ascoltato e riportato in un minibook la struggente canzone dell’emigrante Ma se ghe penso, con traduzione a fronte. In questo video, la si può ascoltare guardando delle belle cartoline d’epoca.

Armati di cartina, lista dei fari italiani e di un vecchio studio della Regia Marina Italiana del 1931, abbiamo ricostruito la rete dei fari del nostro paese, per vedere se davvero le coste erano tutte monitorate dalle luci notturne.

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Il faro è un luogo estremamente suggestivo, nella sua solitudine davanti al mare. Nel sito Il mondo dei fari, dedicato integralmente alle sentinelle del mare, si possono trovare numerosi racconti sul tema. Noi abbiamo scelto di imparare a memoria la breve poesia C’è burrasca questa sera, di Jolanda Colombini Monti, e abbiamo riletto più volte il bel libro di Janna Carioli, Giordano del faro, un racconto poetico, con illustrazioni molto raffinate e suggestive. Attualmente esaurito, dovrebbe essere ristampato a breve.

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Culmine del lavoro è stata la costruzione di un faro di cartoncino, realizzato con materiali di recupero, che ci ha permesso di sperimentare i circuiti elettrici. Si tratta di un lavoro abbastanza semplice, che un elettricista gentile può illustrare nel dettaglio e un papà o nonno bricoleur può aiutare a realizzare.

Il nostro faro, la cui lanterna è fatta da un vasetto di marmellata rovesciato, è stata inserita in uno scatolone dipinto di blu scuro per far risaltare di più la luce del faro. La casa del guardiano è realizzata a partire da questo modello, poi entrambi sono stati colorati osservando le foto del libro di Philip Plisson.

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Per chi volesse qualcosa di più rifinito nei dettagli, su Papermau, una vera miniera di idee, è possibile stampare un faro con tanto di abitanti, solo da ritagliare e incollare. I più pazienti possono ricostruire il Faro di Alessandria, oppure questo grazioso faro corredato di cottage.

In ogni caso, speriamo che san Venerio, patrono dei faristi, vigili sul nostro faro.

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