Le fibre tessili

copertina

La possibilità di sperimentare un percorso produttivo dalla materia prima al prodotto finito esercita sempre un grande fascino sui bambini (e non solo). La trasformazione dei materiali ha davvero qualcosa di magico e si imprime profondamente nella memoria. Per questo, dopo aver sperimentato l’estrazione e la cottura casalinga dell’argilla, ci siamo dedicati alla lavorazione della lana, con un percorso che ci ha accompagnato nel corso dell’inverno.

È molto utile programmare contenuti e percorsi tenendo conto dei ritmi stagionali. Si tratta di una pratica che era molto diffusa nella scuola di una volta e che oggi si va perdendo, visto il prevalere dell’approccio libresco e degli ambienti cittadini. I libri e le città sono luoghi uniformi, nei quali il tempo scorre in modo omogeneo, scandito dagli orologi meccanici e dai ritmi del lavoro d’ufficio, che non muta con il mutare delle stagioni.

Quando si lavora a partire dall’esperienza diretta e a stretto contatto con il territorio, invece, è inevitabile programmare tenendo conto dei fattori climatici e dei diversi ritmi di vita stagionali. Così, spontaneamente, i lavori artigianali vengono sperimentati nel corso dell’inverno, quando la possibilità di stare all’aperto è molto ridotta. Questo semplice aspetto organizzativo è già di per sé fonte di informazioni e di riflessioni sui ritmi di vita e le attività del passato e del presente.

Il nostro inverno, dunque, è stato riscaldato dalla lana, un materiale che conoscevamo bene, dato che utilizziamo da sempre la lana non filata, caratteristica delle scuole steineriane, per realizzare disegni, figurine e paesaggi.

Ci siamo procurati della lana lavata da The wool box, un interessante progetto di recupero della famosissima lana del biellese, non lontana da noi. Il loro catalogo comprende diversi tipi di lana a diversi stadi di lavorazione, persino il sucido, ovvero il vello semplicemente tosato, non ancora lavato.

lana lavata

Conoscevamo già le fasi della lavorazione della lana, grazie ad alcune amiche che stanno recuperando l’arte della filatura casalinga e alle quali abbiamo dedicato un racconto del nostro libro di lettura. Ci siamo quindi procurati delle spazzole per cardare (si trovano nei negozi di articoli per animali, servono per i cani a pelo lungo…) e ci siamo messi al lavoro.

cardatura 1

cardatura 2

lana 2

Per filare abbiamo utilizzato un fuso autocostruito, secondo le indicazioni di Alessia. I materiali li avevamo già in casa, più o meno…. Abbiamo utilizzato infatti le ruote e i mozzi di un vecchio carretto primi passi:

Materiale per fuso

Ed ecco il fuso finito:

fuso

Per capire come utilizzarlo, abbiamo guardato con attenzione il filmato-testimonianza di questo simpaticissimo signore.

La lana filata è stata poi tinta, seguendo i procedimenti descritti da La casa nella prateria, con coloranti alimentari (abbiamo scelto il blu) e con zafferano economico. Abbiamo tinto sia la lana filata da noi, sia alcuni fiocchi, sia una piccola matassa di lana bianca industriale, per confrontare i diversi risultati.

tingere la lana 1

tingere la lana 2

lana 3

Per raccogliere in modo ordinato il percorso abbiamo predisposto un notebook, allargando lo sguardo anche alle altre fibre tessili. La nostra zona ha una tradizione secolare nell’industria tessile, amici e parenti hanno lavorato e lavorano nel settore e il Museo del tessile e della tradizione industriale di Busto Arsizio è un luogo che conosciamo bene. Perciò non ci è stato difficile trovare spunti, materiali, aiuti.

Nel nostro notebook (la cui copertina, visibile in apertura, è stata realizzata a collage, partendo dalle immagini di un catalogo) ci siamo occupati delle fibre naturali più utilizzate, come il lino, che abbiamo anche seminato nell’orto…

semina lino 2

…la canapa, con cui veniva realizzata la tela Olona, utilizzata per le vele delle navi…

canapa

…il cotone, in tutte le sue lavorazioni…

cotone

campionario

… la seta, che dalle nostre parti era di produzione casalinga: ogni famiglia allevava in casa i bachi, come testimoniano i filari di gelsi che caratterizzano il paesaggio ancora oggi:

seta

Straordinariamente affascinante è poi la lavorazione del bisso, il tessuto degli imperatori dell’antichità, che viene estratto dal mare.

Il tessuto deve le sue caratteristiche, oltre che alle fibre di cui è composto, anche alla struttura di  trama e ordito, ovvero alle specifiche armature. Chi non avesse a disposizione degli esperti nel campo, può aiutarsi con i lavori proposti da Artists helping children:

armature

Completamente diverso il discorso della stampa su tessuto, che anticamente avveniva con degli stampi di legno (ne abbiamo visti di bellissimi). Noi abbiamo utilizzato i classici stampini di patate per decorare delle borse che utilizzeremo per i pic nic estivi. È sempre molto importante evitare gli oggetti decorativi e privilegiare la realizzazione di oggetti che verranno realmente utilizzati nella vita di tutti i giorni.

stampa su tessutp

Il lavoro sulle fibre tessili ha portato con sé molti spunti per lo studio della storia. Anzitutto abbiamo elaborato un’intervista che ci ha permesso di raccogliere moltissime informazioni. Poi abbiamo visto come i tessuti siano stati protagonisti delle vicende storiche, dalle vele di Colombo alla filatura autarchica di Gandhi

Gandhi

…passando per i campi di cotone del vecchio Sud, come cantava Huddie “Ledbelly”:

When I was a little bitty baby 
My mama would rock me in the cradle 
In them old cotton fields back home 
It was down in Louisiana 
Just a mile from Texarkana 
In them old cotton fields back home…

6 pensieri su “Le fibre tessili

    • Ciao! Che piacere la tua visita! Sì, sei stata davvero utilissima. Ed è stato molto divertente vedere un carretto che diventa un fuso… Complimenti per il tuo sito! 🙂

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